Oggi vi raccontiamo qualcosa che ci ha toccato in prima persona, dandoci la possibilità di fare tesoro di un’esperienza.

Il nostro lavoro su Facebook consiste nel trovare contenuti che possano risultare interessanti per chi, come voi, ci segue. Qualcosa che possa darvi nuovi spunti di riflessione o che semplicemente possa farvi svagare.

Al centro di tutto non manca però quello che, nel nostro ambito lavorativo, potremmo definire l’aspetto ironico dei Social. Quell’elemento in più in grado di strapparvi un sorriso e, come qualcuno di voi ci ha confessato, migliorare la vostra giornata.

Ed è proprio in questi casi che possiamo dire di essere orgogliosi del rapporto che abbiamo costruito con voi.

Un esempio che ci è rimasto nel cuore è un post di qualche giorno fa.

 

Il 15 febbraio in occasione di diverse vittorie del team italiano ai giochi invernali, abbiamo deciso di immortalare un team di supporto: l’Hg blu Team.

Le montagne qui da noi non mancano di certo e le rigide temperature nemmeno.

Non ci restava che munirci di cappelli, maschere e un po’ di fantasia ed eccoci lì, pronti a riprodurre le diverse specialità.

Ci siamo messi in gioco mostrandovi i nostri sorrisi e la nostra ironia. E voi avete apprezzato.

Che dire, una bella soddisfazione.

 

 

Dov’è il post, vi domanderete voi.

Giovedì 22 ci arriva una comunicazione da Facebook, dicendoci che il nostro post è stato rimosso in seguito ad una segnalazione.

Sorpresi dell’accaduto cerchiamo di capire quanto successo.

Ed ecco svelato il mistero, riguardando l’immagine ci accorgiamo che il problema è un aggettivo, protetto da policy, utilizzato nell’immagine.

Ebbene sì, avete capito bene, un AGGETTIVO.

Precisamente la traduzione inglese di un aggettivo che compariva nell’immagine ad accompagnare la scritta Hg blu Team.

 

Oggi però siamo qui a raccontarvi questa storia proprio a dimostrazione del fatto che nel mondo delle parole, delle immagini e dei loghi tutto è possibile. Anche questo.

Senza volere, la nostra immagine potrebbe essere risultata come una violazione.

L’attenzione a certi dettagli sembra non essere mai abbastanza ed è questo il motivo per cui abbiamo deciso di condividere con voi questa nostra avventura/disavventura.

Perché è proprio questo il bello della condivisione: trovare chi, come voi, condivide i nostri successi e ci supporta, apprezzando la nostra trasparenza, anche quando da un errore riusciamo a trarre una lezione.

Da una disavventura abbiamo colto l’aspetto positivo.

Vi abbiamo raccontato questa storia: la storia di un post dall’insolito destino.

Oggi ripartiamo ancora più Social, più sorridenti e sempre con voi al nostro fianco 😉